• Quei cronisti del tempo che fu

    Quei cronisti del tempo che fu
    Lettera apparsa su "Corriere Romagna" del 17 maggio 2018.


    Da vecchio "inutile cronista" che debuttò a Rimini nel 1959 a 17 anni con "La Provincia" di Flaminio Mainardi, ringrazio Ennio Gelosi per averci proposto il 14 maggio sul "Corriere Romagna" le parole di Adler Raffaelli: ci vuole più coraggio a scrivere delle cose che sono intorno a noi che non a dissertare sui problemi politici internazionali.
    Mimmo Mainardi, nato nel 1921, scomparve nel 2001. Aveva innato il gusto della provocazione giornalistica, sapeva presentare le notizie. Ebbe anche un ruolo ben preciso: attorno alla sua figura ruotò un gruppo di giovani collaboratori, essendo il suo foglio l'unico (non di partito) disposto a pubblicare testi di sconosciuti. Fu così che anch'io scrissi il mio primo articolo per Mimmo: l'anno dopo, 1960, mi avviai al fondamentale tirocinio del «Carlino» (dove incontrai il professor Amedeo Montemaggi, capopagina, Gianni Bezzi, suo vice, e il maestro Duilio Cavalli, mitico corrispondente da Riccione). Erano i tempi in cui si faceva la regolamentare gavetta.
    La «Provincia» del 1959 fece un'inchiesta sulle scuole riminesi: conservo ancora la puntata dedicata a noi delle Magistrali (allora comunali). L'anno dopo, l'idea gliela abbiamo copiata al «Carlino»: per alcune settimane Gianni Bezzi, il fotografo Davide Minghini ed io girammo per gli istituti cittadini. Gianni, indimenticabile e generoso amico scomparso nel 2000 a Roma, faceva la storia della scuola visitata, ed a me toccavano le interviste.
    Spesso ci si incontrava con Mainardi nella libreria diretta da Giorgio Bresciani, davanti al Tempio: ed erano occasioni per scambi di commenti divertenti se non pettegoli, nei quali Mimmo era specializzato. E in cui aveva un solo rivale, altrettanto arguto, don Domenico Calandrini, canonico e soprattutto ottimo giornalista.
    Sulla «Provincia» debuttò Italo Cucci, e credo che abbia scritto pure Achille D’Amelia (che si divertiva a fare il dandy), prima di approdare alla Rai di Bologna grazie ad Enzo Biagi.

    Su "GEO".


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