• Riccione, il caso Jan Palach, 2008

    Riccione, il caso Jan Palach.
    Mia lettera su "Corriere Romagna"
    .

    Il "Corriere Romagna" di oggi 17 gennaio 2019 ospita questa mia lettera.

    Riccione ha cancellano
    Jan Palach

    La pagina speciale apparsa sulla "Stampa" di martedì 15, per i 50 anni dal "rogo di Jan Palach", suicidatosi "contro l'invasione dei tank russi", mi fa ricordare quanto accaduto a Riccione nel 2008, quando fu cancellata la via dedicata a quel giovane.
    Era stata voluta da una delibera di quel Comune del 9 febbraio 1970, approvata dalla Prefettura il 24 aprile 1975 (sì: 1975).
    Il 25 novembre 2008 la commissione comunale per la toponomastica si rimangia quanto deliberato l'8 settembre 1969: via Jan Palach ridiventa via Flaminia.
    Antonio Montanari
    Rimini

    ARCHIVIO

     

    Ho già ricordato in una antologia de "il Rimino" sul web, la storia riccionese del 2008 quando fu cancellata la "via Jan Palach".
    La ripropongo in questi tempi confusi dei nostri giorni, perché è istruttiva, richiamandomi a quanto precisai l'11 gennaio 2009: la decisione dell'intitolazione fu presa l'8 settembre 1969 dall'apposita commissione comunale per la toponomastica. Il 25 novembre la commissione stessa, con alcuni componenti cambiati, si rimangia quanto deliberato. Il Consiglio comunale verbalizza il tutto il 9 febbraio 1970.
    La Giunta aveva bocciato (informalmente e sottobanco) la prima proposta. Questo atteggiamento "privato" della Giunta comunale spiega la retromarcia della commissione del 25 novembre rispetto alla decisione dell'8 settembre 1969.
    Piccolo particolare che poteva fungere da alibi per spiegare la vicenda della retromarcia. La via Palach 'rubava' il nome alla Flaminia! Immaginate se il mutamento del nome bimillenario di una strada romana, poteva essere approvato.
    Infine, la delibera comunale del 9 febbraio 1970, affissa il 13 febbraio 1970 al pubblico ed inviata alla Prefettura, fu approvata da questa il 24 aprile 1975, dopo i pareri favorevoli espressi dalla Soprintendenza ai monumenti e dalla Deputazione di Storia Patria. Erano passati cinque anni. Diconsi cinque.

    Il 31 maggio 2008 intitolai "Stalinisti a Riccione" sul mio blog de "La Stampa" di Torino la notizia di cui stiamo parlando: "La Commissione Toponomastica (1969) aveva approvato la proposta di intitolare una via a Jan Palach. Ma la Giunta comunale di Riccione l'ha bocciata! Ovvero il trionfo dello stalinismo puro e duro".
    Il 9 settembre dello stesso 2008, sempre nel blog de "La Stampa", ricordavo che una mia lettera su questo tema riccionese era stata bocciata da un quotidiano locale: "A Riccione è stata cancellata la via Jan Palach, il martire politico del 1969, uccisosi per protestare contro i sovietici. Potresti informati sul "dove come quando e perché" ciò è accaduto?"."
    Palach è il martire politico del 1969, uccisosi per protestare contro i sovietici.
    Altre notizie sul tema sono in questo articolo del 2010, apparso su "il Ponte", settimanale di Rimini.

    Riccione, non basta la parola
    Rodolfo Francesconi racconta tempo e spazio tra Romagna e Marche
    A Riccione nella Romagna Rodolfo Francesconi dedica un ricco volume di ricerca storica (476 pagg., Raffaelli editore Rimini). Spiega nomi e caratteri geografici della città e del suo territorio, collegato a quelli che lo circondano anche dalla parte marchigiana. Riccione nella Romagna è soltanto la seconda parte del titolo, che inizia con ”L'intelligenza del luogo”. Ovvero un viaggio nel tempo, come osserva Piero Meldini nell'introduzione, alimentato “da una curiosità intellettuale onnivora”.
    Si parte dalla preistoria e si arriva al 2008, quando Riccione onora un suo figlio illustre, Igino Righetti, ben noto in tutt'Italia e non soltanto a Rimini, riservandogli una piazzetta. E cancella il nome di don Emilio Campidelli, che era stato posto ad un viale. Don Campidelli era stato cappellano a San Lorenzino nella parrocchia retta da don Giovanni Montali, e poi suo successore dal 1959 al 1981. Quando gli subentrò sino al 1994 il primo direttore de il Ponte, don Piergiorgio Terenzi.
    Una curiosità del 1969. Arriva in Consiglio comunale la proposta (8.9.) di intitolare la via Flaminia al polacco Jan Palach, il giovane uccisosi a Praga per protestare contro i sovietici che avevano invaso la sua patria. Il 25.11. via Jan Palach ridiventa via Flaminia (pp. 420-422). Ovvero il trionfo dello stalinismo puro e duro.
    Il volume di Francesconi colloca ogni notizia locale nel contesto nazionale od internazionale. Ad esempio, ampio spazio è dato alla rivoluzione francese per meglio comprendere quanto allora successe a Rimini e dintorni.
    Circa i nomi delle località, consideriamo il San Lorenzino citato, ovvero San Lorenzo in Strada. In Romagna, spiega Francesconi, di San Lorenzo con qualche aggiunta ce ne sono altri 12, mentre quelli “lisci” sono 6. Altri casi hanno alle spalle storie più complesse. Un solo caso. Dai “curopolates”, i bizantini addetti al palazzo, deriva Corpolò.
    Il progetto del libro è spiegato dall'autore con la volontà di raccogliere nella mappa dei nomi lo spazio dei luoghi e lo sviluppo della storia nel tempo. È un'idea molto moderna. Vi ritroviamo riflessi il gusto vertiginoso per le liste di Umberto Eco, e le più moderne teorie di chi propone di leggere il tempo nello spazio. Per questi due elementi, molti lettori e non soltanto quelli non specializzati, dovranno essere grati a Francesconi per la sua fatica.
    Ovviamente l'autore non è responsabile della bontà di tutte le citazioni. In certi casi, ad esempio sulla storia medievale, preferiamo ricordare vecchie letture (come quelle di Antonio Carile, 1975), meno portate a semplificazioni fuorvianti.
    5 febbraio 2010
    Fonte di questa pagina

    Antonio Montanari


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